Usufruendo di questa formula, basta applicare il principio che il piano di ammortamento può essere soggetto a variazioni dal punto di vista del rimborso, purché la somma delle quote del capitale versate ratealmente, coincida con il totale del finanziamento al termine prestabilito. Da qui, prendendo come riferimento la curva di rientro intermedia definita dal piano di ammortamento francese a rata costante, forzando gli importi di capitale nel piano,aumentandoli all’inizio del finanziamento per una rata che decresce avanzando, o partendo da una rata minima ed incrementandoli man mano, si otterrà esattamente il piano più adatto alle proprie esigenze economiche.
Come intervenire praticamente sui numeri è scelta assai libera, benché la calibrazione delle cifre comporti delle modifiche sostanziali alla rata, quindi per distribuire gli interventi in modo equo, si adotta tale sistema: si realizza il piano di ammortamento francese per un mutuo a tasso diverso, si estraggono le colonne relative al rientro di capitale, e le si utilizza per determinare un piano di ammortamento con rate decrescenti o crescenti; il tutto è reso semplice perché un mutuo con tasso inferiore e rata costante, ha un rientro più rapido del capitale che, viceversa, diventa più lento se il tasso è maggiore.
La prima ipotesi sarà adottata per un piano di ammortamento a rate crescenti, l’altro per rate decrescenti; osserviamo il piano dettagliatamente: supponiamo di voler pianificare un mutuo decennale,con tasso fisso al 5%, pagamento semestrale e con rate crescenti; per farlo prendiamo in analisi un piano di ammortamento francese, di identico tipo, ma con tasso al 3%, questo:
Da questa tabella si prendono come riferimento le ultime due colonne, e si riportano nel nuovo piano di ammortamento: si ricalcola poi ogni rata sommando alla quota capitale la spesa in interessi del periodo, ossia l’ultimo debito residuo moltiplicato per il tasso d’interesse periodico, che in questo caso è pari al 2,5%, cioè la metà del 5% perché la rata che abbiamo scelto è semestrale, e darà vita a questo piano di ammortamento:
Come si può vedere, gli iniziali costi elevati (6.825), vanno via via diminuendo (rata decrescente), arrivando sino a 5.882€, cifre che con un normale mutuo a tassa costante avrebbero dato vita ad una rata fissa di 6415€; quello preso in esempio è un mutuo con tasso d’interesse al 3%, volendone prendere uno all’1%, ad esempio, darebbero vita ad un piano di ammortamento con prima rata pari a 7.267€ e l'ultima a 5.371€.
Prendendo in esempio invece, l'ammortamento capitale di un debito a tasso più alto, ed applicando alle logiche di definizione del capitale un tasso pari al 9%, la rata iniziale sarebbe di 5.687€, e l’ultima di 7.540€ (rate crescenti); quindi: l’abbattimento rapido del capitale, con le rate decrescenti, favorisce la riduzione della spesa in interessi, viceversa, ne produrrà un aumento.
Bisogna fare attenzione all’applicazione dello stesso, su degli ammortamenti a tasso variabile: le rate di questi infatti, subiscono variazioni, e spesso incrementi, spontaneamente; in caso di ammortamento con rate crescenti e tasso variabile, si potrebbe incorrere in rate dalle cifre parecchio onerose.