Blog di informazione sui mutui, i prestiti, i finanziamenti e le carte di credito.

In Primo piano:
- Mutuo Prima casa - Cessione del quinto - Finanziamento auto

Legge Sabatini 1329/65 e Sabalease o Saba-Leasing

La legge Sabatini è nata per incentivare e favorire gli acquisti tramite finanziamenti da parte delle piccole e medie aziende.
Tale legge prevede la possibilità di acquistare beni strumentali sino a 2.400.000 euro e il vantaggio rispetto alle diverse tipologie di finanziamento agevolato alle aziende st nel fatto che oltre a offrire un tasso vantaggioso offre la possibilità di dilazionare l'investimento fino a 7 anni (di cui massimo 2 di pre-ammortamento).
L'apertura di una pratica di questo tipo va effettuata presso una banca concessionaria.


Il SabaLease o Saba-Leasing non è altro che l'unione fra la Legge Sabatini con operazioni in leasing. In questo modo l'acquisto di beni e macchinari, secondo la zona, può essere assolto al 100% dai fondi pubblici così da favorire lo sviluppo aziendale nelle aree meno avanzate.


Verde=Aree Ob.1 100% del tasso
Rosso=Aree 87.3c 60% del tasso
Blu =Resto d'Italia 40-50% del tasso

La Fideiussione omnibus Definizione di cos'è e come funziona

La Fideiussione omnibus è una particolare forma di fideiussione. Questa assicura al debitore protezione  per qualsiasi debito che contrarrà verso una banca, che ricopre il ruolo di beneficiario del contratto stipulato. La Fideiussione omnibus è quindi una garanzia atipica che tutela l'attività presente e futura del cliente.

Tale debito ha come suo unico limite, previsto per legge, un massimale.

Il recesso del fideiussore ha valore solo se la Banca abbia potuto recedere a sua volta dai detti rapporti inclusi assegni in circolazione.

Il recesso dalla fideiussione omnibus si richiede tramite raccomandata inviata alla Banca e ha valore quando dal momento in cui la questa la riceve.

Definizione di fidejussione

Esempio tassi di interesse mutuo

Da un'analisi condotta affiora questo dato: Nino Romagnino ha fatto l'esempio di un mutuo richiesto per acquistare un immobile di circa 70 metri quadrati ad un prezzo complessivo di circa 250.000 euro. Per finanziare il 60% della somma necessaria all'acquisto dell'appartamento (150.000 euro), con un mutuo a tasso variabile, si dovrebbero pagare rate che vanno dagli 1.383 euro a 10 anni, ai 968 euro a 15 anni, fino a 763 euro per la soluzione ventennale. E la proposta a tasso fisso è ancor meno conveniente.

I dati raccolti da Nino e fornitigli dagli istituti di credito appositamente interpellati, evidenziano un divario di circa 2,5/3 punti percentuali tra le offerte a tasso variabile e quelle a tasso fisso.

Forme e tipi del prestito vitalizio

Il prestito vitalizio è uno strumento finanziario molto particolare, anche perché è un utile strumento per pianificare le proprie esigenze finanziarie dopo la pensione.

Ne esistono di diversi tipi:

LIFETIME MORTGAGE: è un prestito con ipoteca su un immobile del cliente. In questo caso, gli interessi sono sommati al capitale e pagati alla fine del contratto, ed il cliente resta proprietario e responsabile dell'immobile.
INTEREST ONLY: è un mutuo il cui capitale si ripaga alla morte del contraente.
HOME REVERSION SCHEMES: equivale alla vendita della nuda proprietà, nella quale il cliente vende la proprietà della casa, abitandovi però per tutta la vita.
SHARED APPRECIATION MORTGAGE: è un finanziamento in cui la società finanziatrice concede al cliente una somma in cambio di una quota dell'incremento di valore dell'immobile.
HOME INCOME PLAN: equivale a un prestito vitalizio, dove però l'importo ricavato è utilizzato per acquisire una rendita vitalizia da parte del cliente.

Il mutuo ballon Come funziona e cos'è.

Il mutuo di tipo “balloon” viene spesso offerto dalle banche, specialmente ai lavoratori autonomi, poiché in questo tipo di contratto le rate sono formate dai soli interessi, mentre il rimborso del capitale scatta a scadenze fisse, di solito ogni 5 anni, ma con tagli minimi di versamento.

Questi tipi di contratti però, presentano rischi per la restituzione del capitale per i clienti meno attenti alla gestione del risparmio; correndo così il rischio, in caso di cali del mercato azionario, di non avere più a disposizione il capitale quando lo si dovrà versare.

Il mutuo vista  la sua natura ha un elevato grado di insolvenza e quindi ha degli elevati requisiti in termini di garanzie richieste oltre che di importo massimo richiedibile.

Leggi di più sugli altri Tipi di mutuo

Imposta sostitutiva leasing

Entro il 31 marzo 2011 dovrà essere versata un'imposta sostitutiva delle ipotecarie e catastali per tutti i leasing in essere all'1 gennaio 2011, come quanto prevede l’emendamento di stabilità in tema di regime delle imposte indirette sulle operazioni immobiliari.
Le imposte di registro, ipotecarie e catastali saranno dovute in misura fissa.
L'agevolazione è rivolta alle imprese di locazione finanziaria, alle banche ed agli intermediari finanziari.

Per parificare la situazione di tutti i contribuenti e per evitare salti d'imposta, tale emendamento introduce un'imposta sostitutiva delle imposte ipotecarie e catastali dovuta per tutti i leasing immobiliari in corso di esecuzione all'1/1/2011 e che sarà da versare entro il 31/3/2011.
L'imposta sostitutiva sarà regolamentata da un apposito emendamento, il quale prevede già l'individuazione della misura. La stessa infatti, sarà da quantificare partendo dalle misure in vigore, riducendole del 4% e moltiplicandole per gli anni della durata residua del contratto.
Leggi di più sul Leasing

Confronto prestito vitalizio nuda proprietà

Sia il prestito vitalizio che la vendita della nuda proprietà rappresentano una modalità per ottenere fondi dal proprio immobile, senza accollarsi le scadenze o le rate da pagare.
La differenza tra queste due modalità è che la vendita della nuda proprietà consente di ottenere sul momento una liquidità maggiore, mentre il prestito vitalizio rappresenta uno strumento di maggior tutela per i clienti e per le loro famiglie.

Vediamo adesso in dettaglio le caratteristiche principali della vendita della nuda proprietà:

La vendita della nuda proprietà eroga importi superiori rispetto al prestito vitalizio, è una scelta irreversibile, (poiché viene tolta agli eredi ogni possibilità di scelta) e non è parzializzabile. Inoltre, in questo caso la rivalutazione dell'immobile viene goduta dal compratore, il quale ci guadagna solo se il venditore non vive a lungo, per cui, chi vende la nuda proprietà deve aspettare di trovare un compratore, che ne determina anche il prezzo.

Vediamo invece ora più dettagliatamente le caratteristiche principali del prestito vitalizio:

Il prestito vitalizio eroga importi minori rispetto a quelli che si possono ottenere vendendo la nuda proprietà e, diversamente da quest’ultima, è una scelta reversibile in qualsiasi momento, (poiché l’immobile rimane nell'asse ereditario, che godono anche della rivalutazione). Inoltre, in questo caso, il cliente può richiedere anche un importo erogabile inferiore in qualsiasi momento ed il costo del prestito rappresentato dagli interessi, è proporzionale alla sua durata, poiché i criteri di determinazione dell'importo erogabile sono standard per tutti i clienti.

Prestiti personali cosa sono e come funzionano

Cosa sono i prestiti personali

Il prestito personale non è altro che un finanziamento di un certo ammontare di denaro che dovrà poi essere restituito all’ente erogatore maggiorato dagli interessi maturati nel periodo del finanziamento. Possono erogare un prestito sia banche generaliste che istituti di credito specializzati.
Quando si parla però di prestiti personali si fa riferimento al fatto che tali finanziamenti sono concessi a prescindere dalla finalità per cui sono richiesti dal cliente quindi non sono direttamente legati all’acquisto di un bene specifico.
Tramite un prestito personale è possibile richiedere una somma variabile tra i 2.000 e i 30.000 € con rimborso in massimo 120 rate. In alcuni casi inoltre è possibile richiedere l’estinzione anticipata del finanziamento.

Quali sono i requisiti richiesti per poter ottenere un prestito personale

I requisiti che generalmente vengono richiesti da tutte le banche e/o istituti creditizi sono i seguenti:
- Aver un’età compresa tra i 18 e i 70 anni;
- Avere un reddito dimostrabile tramite dichiarazione dei redditi, CUD, ecc;
- Altro requisito fondamentale è di avere una situazione creditizia pulita (cosiddetto “profilo di credito”) , vale a dire non avere subito protesti, pignoramenti, ecc ma aver pagato tutte le rate di un precedente finanziamento con regolarità e puntualità.
A questi documenti posso poi aggiungersi altri richiesti dallo specifico ente che eroga il prestito personale.

Documenti richiesti per poter richiedere un prestito personale

Per poter ottenere un finanziamento i documenti che bisogna presentare sono i seguenti:
- Documento d’identità e codice fiscale;
- Documentazione attestante la situazione reddituale del richiedente (busta paga, CUD, ecc) così da poter verificare la reale capacità del cliente di poter rimborsare il finanziamento;
- Ultima utenza pagata vale a dire una copia della bolletta del telefono, gas, ecc pagata.

Come richiedere un prestito personale

Per poter richiedere un prestito personale è sufficiente recarsi nella filale scelta muniti dei documenti sopra citati e fare richiesta di un finanziamento. In alcuni casi, qualora consentito dall’istituto di credito che concede il finanziamento, è possibile stipulare il contratto di finanziamento direttamente online compilando un modulo appositamente creato nel quale verranno inseriti tutti i nostri dati anagrafici e reddituali. In questo caso una volta accettato il prestito si riceverà per posta il contratto che dovrà essere firmato e spedito insieme con tutti i documenti anagrafici e reddituali richiesti presso la sede dell’istituito che eroga il finanziamento.

Mutuo casa all'estero. I mutui esteri con valuta in Italia

Le condizioni dei mutui stipulati in paesi diversi dal nostro sono spesso molto vantaggiose. Proprio per questo motivo molte persone decidono di indebitarsi direttamente all'estero potendo così usufruire di questi vantaggi. Non tutti sanno però che alcune banche offrono la possibilità di aprire dei mutui in una valuta estera rendendo così possibile direttamente dall'Italia usufruire di vantaggi simili a quelli presenti in questi paesi.

Quando si decide però di fare un'operazione di questo tipo è importante ricordare che le condizioni del mutuo vengono effettuate direttamente nella valuta decisa. Se il nostro stipendio è in euro questo significa che deve essere cambiato nella valuta straniera, dollaro ad esempio nel caso degli Stati Uniti D'America(USA), per poter poi andare a ripagare le rate del mutuo.

I rapporti tra le diverse valute cambiano continuamente e questo può essere considerato come un vero e proprio rischio.

I mutui in valuta estera sono consigliabili solo ed esclusivamente a persone che non hanno paura di questo rischio e che sono pronte a veder salire in qualsiasi momento la loro rata mensile anche del doppio del suo valore.

I consigli che possono essere dati a coloro che vogliono aprire un mutuo in valuta estera sono:
-scegliere periodi in cui l'euro è debole in modo che sia possibile estinguere il debito in modo anticipato senza perdere i nostri soldi
-scegliere un tasso misto in quanto a valuta ossia rimborsabile in parte in euro e in parte in una valuta straniera nel caso di un differenziale tra loro particolarmente elevato.

Leggi anche:
-Confronto tasso fisso e variabile
-Tassi di interessi dei mutui

Vantaggi dei finanziamenti agevolati

I finanziamenti agevolati prevedono per il richiedente dei procedimenti poco costosi caratterizzati da piani di ammortamento snelli e a tassi d'interesse molto vantaggiosi. I finanziamenti agevolati possono essere sia prestiti finalizzati che prestiti non finalizzati nonché leasing e sono ricollegabili direttamente agli incentivi messi a disposizione dall'Unione Europea ai vari paesi con l'obiettivo di incentivare lo sviluppo delle piccole e medie imprese. I finanziamenti agevolati offrono la possibilità di ottenere elevate somme di denaro in parte totalmente a fondo perduto e in parte invece a condizioni agevolate e quindi vantaggiose.
Non sempre però i finanziamenti possono essere ottenuti perchè è ovviamente necessario essere in possesso di determinati requisiti. Spesso in realtà più che di mancanza di requisiti si tratta di mancanza di esperienza dei richiedenti che non hanno saputo scegliere in modo adeguato la tipologia di finanziamento agevolato adatta alle proprie esigenze.

Proprio per questo motivo si consiglia sempre di affidarsi ad un esperto nel settore che sia in grado di effettuare una ricerca incrociata tra i vari finanziamenti messi a disposizione dei cittadini europei e il proprio progetto.

Leggi anche:
-Cosa sono i fondi strutturali europei

-Finanziamenti europei a fondo perduto


-Finanziamenti agevolati fotovoltaico

Elementi per la valutazioni della richiesta di mutuo da parte della banca

Non tutte le richieste di mutuo vanno a buon fine. I criteri secondo cui la banca valuta le varie richieste di mutuo sono
affidabilità
capacità di effettuare il rimborso del debito
possedimento di una garanzia immobiliare
L'affidabilità dei soggetti dipende solitamente dal loro passato economico. Coloro che hanno subito un protesto per esempio possono ritrovarsi in una condizione di svantaggio che non gli permette di ottenere nuovi finanziamenti. In questi casi è necessario rivolgersi ad uno specialista nel settore e non affidarsi invece a mediatori creditizi che spesso cercano solo di risolvere la situazione con la falsificazione dei documenti. In questi casi la situazione potrebbe ovviamente solo peggiorare. Esistono comunque appositi mutui e finanziamenti che possono essere richiesti dalle persone che hanno avuto problemi in passato e che verranno sicuramente consigliati dalla banca stessa.
Per vedere se il cliente ha la capacità di effettuare il rimborso del debito la banca deve necessariamente fare delle verifiche sul suo reddito. Affinché sia possibile ottenere un mutuo o un finanziamento il reddito deve essere un'entrata costante e la rata mensile non deve superare di un terzo il valore del reddito stesso. Queste considerazioni non sono utili in realtà solo per la banca ma anche per il contraente che in questo modo può rendersi conto se l'apertura del mutuo invece che aiutare creerebbe solo degli ulteriori problemi finanziari. Esistono comunque anche a questo proposito delle possibili soluzioni. Il reddito del contraente può ad esempio essere integrato con il reddito di un'altro familiare oppure si può optare per una diversa tipologia di mutuo magari che preveda una rata più bassa per un tempo più lungo.
La banca infine necessita di garanzie ulteriori al semplice reddito mensile. La garanzia più diffusa in quanto più solida è senza dubbio l'ipoteca su un immobile di proprietà. Il valore del mutuo può quindi anche essere deciso in base al valore dell'immobile stesso.

Il certificato di stipendio

Documentazione mutuo

La Carta Acquisti maggiori di 65 anni e minori di 3 anni

Il Ministero dell'economia e delle finanze mette a disposizione dei cittadini una Carta Acquisti del valore di 40 euro mensili che possono essere utilizzati per spese alimentari, spese sanitarie oppure per i pagamenti delle bollette della luce o del gas. La Carta Acquisti permette inoltre di usufruire di sconti presso alcuni negozio agevolati e di richiedere tariffe agevolate per esempio per l'energia elettrica.
La Carta Acquisti si rivolge a due diverse fasce di età
maggiori di 65 anni
minori di 3 anni

Maggiori di 65 anni
I requisiti per la richiesta della carta sono
età pari o superiore ai 65 anni
cittadinanza italiana
pensione inferiore a 6.235,35 € annui per persone dai 65 ai 70 anni oppure pari a 8.313,80 e all'anno per persone di età pario o superiore ai 70 anni
non essere intestatari di più di un'utenza elettrica domestica o non domestica o di più di un'utenza del gas
non essere proprietari di più di un veicolo
non essere proprietari di più di un immobile ad uso abitativo per una quota superiore al 25% o di un immobile ad uso non abitativo per una quota superiore al 10%
non essere titolari di un patrimonio mobiliare di valore superiore ai 15.000 €
non essere ricoverati in istituti di cura
non essere detenuti in istituti di pena

Minori di 3 anni
I requisiti per la richiesta della carta sono
età non superiore ai 3 anni
cittadinanza italiana
ISEE pari o inferiore a 6.235,35 € annui
non essere insieme ai genitori intestatari di più di un'utenza elettrica domestica o non domestica o di più di un'utenza del gas
non essere insieme ai genitori proprietari di più di un veicolo
non essere insieme ai genitori proprietari di più di un immobile ad uso abitativo per una quota superiore al 25% o di un immobile ad uso non abitativo per una quota superiore al 10%
non essere insieme ai genitori titolari di un patrimonio mobiliare di valore superiore ai 15.000 €

Regole per i finanziamenti e prestiti ai protestati

Le persone che hanno subito un protesto o un pignoramento possono incontrare molte difficoltà alla richiesta di un finanziamenti. Ciò è ovviamente dovuto al fatto che la loro affidabilità non è considerata sufficiente alla stipula di un contratto. Le banche possono controllare l'affidabilità dei loro clienti attraverso i dati delle Centrali per i Rischi e quindi possono sapere con esattezza se una persona ha avuto problemi economici di questo genere.
Ciò non significa però che le persone che hanno subito un protesto non abbiano modo di accadere ad un finanziamento. Le banche possono infatti avvalersi di un apposito finanziamento per protestati che si basa sullo stipendio come garanzia. La scelta migliore sia per il cliente che per la banca è quella della cessione del quinto che implica non solo lo stipendio come garanzia ama anche la trattenuta diretta dell'importo della rata dallo stipendio. La banca così ha la certezza che il cliente ha la possibilità di pagare e che il pagamento avvenga in automatico ogni mese.

Cancellazione e aggiornamento dati del CRIF

Origini e cause dell'attuale crisi economica mondiale

Nei mesi che precedettero la crisi, le banche centrali avevano aumentato i tassi di interesse per calmierare la crescita della produzione, i prezzi degli immobili e il ritorno dell’inflazione. Ma nell’agosto del 2007 è improvvisamente maturata la consapevolezza che l’aumento dei tassi stava creando seri problemi a un notevole numero di famiglie non più in grado di far fronte al rimborso dei debiti con un reddito stazionario o in calo. Proprio in quel mese 244.000 americani che non sono stati in grado di pagare tre rate consecutive del proprio mutuo hanno visto la propria abitazione andare all’asta o diventare di proprietà della banca che gli aveva dato credito; si tratta di un numero più che doppio rispetto all’anno precedente ed in forte crescita rispetto anche al mese di luglio. Molti di quelli che sono rimasti solventi hanno scoperto che il valore della loro abitazione stava
andando sotto il valore dei mutui contratti. Il panorama del mercato immobiliare è diventato ancora più nero; la prospettiva della vendita sul mercato delle case dei debitori insolventi ha depresso ancor più i prezzi delle abitazioni ormai già in flessione e ha scoraggiato l’avvio di nuovi cantieri: un colpo pesante considerando che, secondo molti, l’edilizia, e non le nuove tecnologie, era stata la causa della brillantezza dell’economia statunitense. Molti intermediari finanziari che non erano riusciti a recuperare i finanziamenti si sono rivalsi sui risparmiatori che hanno avuto azzerato il loro investimento. Inoltre, la caduta dei titoli non è rimasta confinata al settore subprime ma con fortissima velocità ha coinvolto altri mercati. La necessità di aumentare la liquidità ha infatti indotto a vendere le azioni, i cui prezzi apparivano ormai troppo elevati rispetto ai timori di rallentamento economico. E’ insieme iniziata la fuga da tutti quei titoli che sembravano meno
affidabili. La crisi si è quindi diffusa velocemente ed in modo dirompente in tutti i settori finanziari e in tutto il mondo. Per crisi dei mutui subprime intendiamo quindi una delle peggiori bufere finanziarie degli ultimi anni che nasce da forti dissesti sui crediti concessi alla clientela non primaria (subprime) perché meno solvibile. La particolarità di questa crisi deriva dal non essere scatenata da fattori macroeconomici, come una recessione o uno squilibrio della bilancia dei pagamenti, ma da un grosso dissesto sui mercati finanziari; tale crisi finanziaria tende, invece, ad avere riflessi macroeconomici con un rischio di rallentamento dello sviluppo, più forte negli Stati Uniti ma rilevante anche nelle altre aree. Inoltre, benché l’innesco iniziale sia stato complessivamente modesto, il contesto dei mercati finanziari ha moltiplicato enormemente la deflagrazione. Non a caso il governatore della Federal Reserve Bernanke ha dichiarato che le autorità monetarie sono rimaste sorprese della violenza della propagazione. Il problema è che in questo modo si evidenzia una forte sottovalutazione dei rischi da parte delle Banche centrali, non solo di quella americana. La conseguenza più grave della crisi è la perdita di fiducia sulla trasparenza ed affidabilità del sistema dei mercati
finanziari. I tassi d’interesse bassi e costanti degli ultimi anni hanno incentivato le famiglie e i detentori di ricchezza ad investire nel settore immobiliare con una forte crescita dei prezzi delle case. Questa dinamica in atto in molti paesi da diversi anni ha, a più riprese, preoccupato le banche centrali; in particolare la Banca Centrale d’Inghilterra e la Fed. Negli Stati Uniti la situazione favorevole e la forte domanda hanno indotto gli operatori finanziari a concedere mutui crescenti per l’acquisto di immobili e ad allargare il credito sotto forme diverse anche a famiglie e soggetti poco affidabili in termini finanziari. I tassi d’interesse praticati erano più elevati rispetto alla clientela ordinaria ma i requisiti di reddito per accedere erano del tutto insufficienti. Gli stessi intermediari, d’altronde, per proteggersi dal rischio che i mutui subprime comportavano, li rivendevano immediatamente sotto forma di titoli (cartolarizzazione), resi molto appetibili per i risparmiatori da tassi di interesse particolarmente elevati. In questo modo i mutui a rischio, una volta rimborsati, avrebbero prodotto un guadagno
sia per l’intermediario finanziario (la banca), che si era liberato dei rischi,
che per il risparmiatore. Il problema è che questo meccanismo sostanzialmente deresponsabilizzava la banca che concedeva il mutuo dal rischio di insolvenza, mentre incentivava la tendenza a trovare sempre nuovi clienti dei mutui, andando sempre meno per il sottile. Il risparmiatore, che acquistava il titolo, non aveva certo il polso della situazione; spesso per l’opacità dei titoli trattati; frequentemente non era neppure al corrente di avere a che fare con un’operazione di finanziamento dei mutui. Infatti era invalso l’uso di impacchettare i titoli assieme ad altri più innocui, facendo quelli che sono stati chiamati “salsicciotti” di titoli. I finanziamenti subprime davano luogo a catene di titoli che venivano rivenduti e rimpacchettati con altri titoli di natura completamente diversa. Il fatto è che come ha recentemente affermato l’ex capo economista del Fondo Monetario Internazionale Rodrigo Rato, le banche Usa hanno collocato sui mercati con strumenti complessi e poco trasparenti una cifra enorme che si avvicina a 1300 miliardi di prestiti. Lo stesso risparmiatore, desideroso di elevati guadagni era fuorviato da una valutazione molto generosa sull’affidabilità dei titoli da parte di agenzie di rating che, in palese conflitto di interesse, avevano assistito le banche cartolarizzanti nel costruire i pacchetti dei titoli. Il sistema con tanti salsicciotti avvelenati”, aveva un problema di inquinamento senza controlli efficaci.
L’affidamento alle agenzie di rating (Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch) per il giudizio di solidità era mal riposto; sono abbondate le triple A, ad indicare un’ottima affidabilità dei titoli, per prodotti che ex post hanno dimostrato a dir poco di non meritarlo. La reputazione delle agenzie di rating è probabilmente la vittima maggiore della crisi; oggi vi è un problema di misura dell’affidabilità. Perché titoli del debito pubblico italiano o anche di tante imprese erano valutati molto meno di pacchetti di titoli con dentro obbligazioni spazzatura? Naturalmente questo pone un problema di come le scelte di acquisto dei risparmiatori vengono guidate nel sistema; più di qualcuno ha sollevato in Europa il tema di come avere la casa madre negli Usa sembra abbia portato le agenzie di rating a scelte benevolmente americanocentriche. Ma in questa fase il problema è più vasto: i risparmiatori non si fidano più dei loro riferimenti precedenti, ma non sanno nemmeno a chi guardare. E’ cresciuta l’incertezza dei mercati e questo ha conseguenze perché accresce le
oscillazioni e fa aumentare il premio al rischio, cioè il supplemento di tasso
di interesse destinato a compensare i maggiori timori. In definitiva il sistema
dei mutui subprime aveva aumentato la distanza fra sottoscrittori e soggetti di fatto finanzianti. Nel caso in cui i debitori per qualche ragione non fossero stati più in grado di pagare le rate dei mutui, le perdite si sarebbero scaricate non sulla banca erogatrice del mutuo né su quella che aveva cartolarizzato i titoli, ma sui, tanti e sconosciuti, detentori finali dei titoli.

Cos’è l’erogazione differita importo del mutuo

L’erogazione differita del mutuo consiste appunto nell’erogazione della somma pattuita al mutuatario ma in una fase successiva a quella dell’atto
notarile.

Questo elemento può rappresentare per chi vende l’immobile un disincentivo a portare avanti la trattativa perché in caso di erogazione differita risulta difficile in genere per l’acquirente convincere l’altro contraente a concludere la cessione dell’immobile senza che si ritrovi contemporaneamente in mano i soldi.

Per questo l’acquirente dovrà fare presente al venditore la suddetta condizione
di erogazione differita del mutuo pianificando le modalità con cui verrà realizzata la trasmissione del denaro già nella proposta d’acquisto e nell’atto preliminare di compravendita. Alcuni Istituti di Credito per risolvere questa problematica concedono al mutuatario l’accesso ad un prefinanziamento.


Questo prefinanziamento viene concesso per un brevissimo arco temporale e per un importo analogo a quello dello stesso mutuo.
Questo comporterà alcune spese a carico del mutuatario ma avrà in cambio la conclusione della compravendita.

Altra soluzione può anche essere quella di concordare con il venditore la stipulazione differita tra il contratto di compravendita e l’atto del mutuo.

L’iter in questione prenderà avvio dalla stipula del contratto di mutuo. Venditore,
Mutuatario, Notaio ed Ente mutuante si incontreranno in banca per firmare
il mutuo.
Il venditore in quanto proprietario dell’immobile firmerà l’atto come concessore
di ipoteca. Di contro ili mutuatario si impegnerà ad accreditare le
somme spettanti al venditore sul conto da quest’ultimo indicato.
Entro 10 giorni, dunque, una volta attuato il consolidamento dell’ ipoteca il contratto potrà venire sottoscritto.

Correzione e canellazione controproducente dal CRIF

La cancellazione sul SIC (Sistemi di Informazioni Creditizie) di Crif (Centrale Rischi Finanziari) è un processo mediante il quale dalla Centrale Rischi Finanziari vengono cancellate le tracce dei soli finanziamenti regolarmente rimborsabili.




La cancellazione di per sé è controproducente perché quando chiediamo un prestito l’ente finanziatore al quale ci siamo rivolti, analizza la vostra condotta finanziaria tramite Crif. In questo caso la presenza di finanziamenti saldati secondo le tempistiche pattuite indurrebbe l’Istituto di Credito a concedere la somma richiesta.




In definitiva tutti i dati positivi, di natura finanziaria fanno curriculum e incentivano l’ente finanziatore a concedere, per esempio, un mutuo.




Altra cosa è invece la correzione di un dato inesatto. In questo caso basterà rivolgersi all’Istituto di Credito che ha sbagliato ad effettuare la segnalazione oppure rivolgendosi direttamente al SIC.




Si consiglia, prima di richiedere la cancellazione dei dati, di inviare la domanda di accesso ai dati in modo da poter valutare in anticipo quali rapporti di credito verrebbero cancellati inoltrando la richiesta.




Le indicazioni per inviare la domanda di accesso sono reperibili sul sito www.consumatori.crif.com.




In alternativa rivolgersi al numero 051/6458905.




La procedura di cancellazione è assolutamente gratuita.

Esempio di truffa o speculazione immobiliare

Paolo e Chiara hanno deciso di comprarsi una casetta nel sud della California spendendo 400.000 dollari nel 2004. Pensando di rivenderla nel giro di 1 o 2 anni non ritengono opportuno prendere un mutuo ipotecario della durata di 30 anni. Parlano allora a John, il loro agente finanziario che gli offre un mutuo 2/28 con anticipo zero. E’ un tipo di mutuo subprime nel quale vi è un accordo molto vantaggioso per il richiedente nei primi due anni. In genere il tasso d’interesse iniziale se esiste, è basso e fisso per due anni, dopodichè il piano di ammortamento prevede un tasso d’interesse più elevato per i successivi 28 anni (il tasso è agganciato al Libor; London Interbank Offered Rate). In pratica questo mutuo è sostenibile solo per coloro che pensano di rifinanziarsi nel giro dei primi due anni perché successivamente il credito è destinato a salire vertiginosamente. Bill e Susie rimangono sorpresi dal fatto di poter acquisire un bene stimato 400.000 dollari per niente in cambio. Acquistano l’immobile, vivono una vita confortevole e, dopo due anni, decidono di vendere la loro proprietà.



Un’altra coppia, Joe e Cindy, vuole comprare la stessa casa che nel 2006 vale 600.000 dollari; si rivolge sempre a John, l’agente finanziario, e visto che hanno intenzione anche loro di venderla dopo un paio d’anni decidono di stipulare lo stesso tipo di mutuo 2/28 di Bill e Susie.



Ora Joe e Cindy pensano di poter vendere la propria casa dopo due anni a 1 milione di dollari secondo il corrente tasso di rivalutazione. Ma iniziano a sentire voci di un probabile crollo del mercato. Chiedono nell’estate del 2007 una stima dell’immobile e scoprono che vale solo 550.000 dollari. Comprendono allora che non saranno in grado di pagare la cifra in quanto dovrà essere ammortizzata in 28 anni con un tasso più alto.

Confronto convenienza costo mutuo tasso fisso e variabile

Mettendo a confronto il tasso fisso con quello variabile in modo approfondito vengono alla luce alcune differenza che a prima vista non avremmo mai notato.

La tipologia di tasso di interesse incide innanzitutto sui primi anni di vita del mutuo. Un tasso d'interesse basso durante i primi anni di vita del mutuo comporta infatti un vantaggio considerevole alla fine del mutuo stesso. Questo vantaggio è spesso talmente elevato da eliminare del tutto il fastidio della crescita del tasso d'interesse durante gli anni successivi. Ciò significa che il tasso d'interesse variabile risulta comunque vantaggioso rispetto al tasso d'interesse fisso perchè permette un tasso più basso proprio durante il primo periodo di vita del mutuo.

In secondo luogo è necessario prestare attenzione al diverso andamento che il debito possiede a seconda del tasso d'interesse scelto. Se infatti il tasso d'interesse è particolarmente basso il capitale si ridurrà in tempi molto più brevi. Ciò significa anche che l'estinzione anticipata ha costo davvero molto basso quando anche il tasso d'interesse è contenuto. Considerando che il tasso d'interesse variabile, pur essendo instabile, offre sempre costi più contenuti rispetto al tasso d'interesse fisso risulta che il tasso d'interesse variabile può considerarsi in ogni caso più vantaggioso.

Potrebbe interessarti:
-Mutui Esteri

Prestiti e finanziamenti agevolati per carabinieri polizziotti e finanzieri

Alcune società di prestiti hanno stipulato delle convenzioni con i comandi generali dei carabinieri, dei poliziotti e dei finanzieri in modo da poter offrire loro dei prestiti agevolati. Si tratta di prestiti caratterizzati dal fatto di poter offrire un credito molto elevato in breve tempo. In casi di prestito a tasso variabile è inoltre possibile usufruire del TAEG massimo ovvero di un limite oltre il quale il tasso d'interesse non può crescere.

I carabinieri,finanzieri e polizziotti possono inoltrare la loro richiesta di prestito sia per via telefonica che direttamente on line a queste società di prestiti allegando l'ultima busta paga, il codice fiscale e un documento d'identità. Deve anche essere consegnato un attestato di appartenenza in servizio rilasciato direttamente dalla caserma o dal comando. La richiesta può essere fatta anche da persone appena entrate nel corpo e da persone vicine al pensionamento. Non è richiesta alcuna tipologia di garanzia aggiuntiva.

Entro un'ora è possibile sapere l'esito della risposta e, in caso di risposta affermativa, è anche possibile avere già un preventivo.

I documenti per la stipula del contratto vengono quindi inviati direttamente via mail. I documenti devono essere presentati all'appuntamento per la stipula del contratto durante il quale è possibile ricevere subito un assegno che può arrivare a coprire sino all'80% del credito richiesto.

Il prestito può anche essere assicurato contro il rischio di vita e di impiego in modo che sia possibile tutelare sia la società che eroga il prestito che i familiari del richiedente.

Contratto di mutuo

Nonostante vi sia una sempre maggiore voglia di trasparenza i contratti di mutuo sono contratti lunghi e spesso anche complessi da capire. Fortunatamente i clienti hanno la possibilità di prendere visione del contratto prima del giorno della stipula potendo così leggerlo con assoluta calma. Cerchiamo di vedere quali sono le voci che tutti i contratti di mutuo hanno in comune:

-parti interessate ossia i soggetti coinvolti nel contratto (finanziatore o banca,

-parte mutuataria o cliente, parte datrice di ipoteca, fideussori)

-oggetto ossia l'ammontare del mutuo

-obblighi per i mutuari ossia tutto ciò che i mutuatari sono costretti per legge a fare

-condizioni di rimborso ossia la durata del mutuo e le modalità con cui deve essere rimborsato

-interessi ossia la tipologia di tasso d'interesse e il modo in cui viene calcolato

-durata e importo dell'ipoteca

-spese che i mutuatari sono costretti a sostenere

-condizioni per l'estinzione anticipata

-elezione di domicilio ossia l'indirizzo a cui devono essere inviate tutte le eventuali comunicazioni

-oneri fiscali ossia l'imposta sul mutuo che deve essere pagata

-capitolato ossia l'insieme delle clausole sul mutuo previste da quella banca specifica

-solidarietà indivisibilità degli obblighi

-possibilità da parte della banca di richiedere una garanzia ulteriore in caso di

-perdita di valore della garanzia iniziale

-possibilità di risoluzione del contratto
-cessione del credito ossia procedure di cessione del credito dall'istituto di credito ad un terzo

-erogazione del mutuo ossia la modalità con la quale viene erogato il mutuo

-piano di ammortamento ossia tutte le caratteristiche specifiche del mutuo

Agevolazioni mutuo prima casa per la seconda volta

L'agenzia delle entrate ha reso noto che è possibile godere per la seconda volta delle agevolazioni per la prima casa. La comunicazion è avvenuta prendendo in esame la domanda di un soggetto che aveva acquistato la prima casa precedentemente al matrimonio. Tale abitazione infatti, acquistata a suo tempo, non si rilevava più sufficiente per le esigenze familiari del soggetto e della consorte.

Il caso in esame costituisce quindi uno storico che potrebbe permettere anche ad altri di accedere a tale vantaggio. Tuttavia va considerato che l'appartamento deve risultare realmente inadeguato alle esigenze della nuova situazione familiare e non sarà sufficiente alcun principio di comodità (lontanana da scuole o dal posto di lavoro)
Vedi anche:
Mutuo prima casa
Detrazioni fiscali interessi mutuo
Mutuo al 100% come chiederlo e ottenerlo

Cancellazione e estinzione ipoteca mutuo o generica art 2878

Sebbene apparentemente cancellazione e estinzione di un'ipoteca possono rappresentare la stessa cosa(ovvero di liberare il debitore da ogni impegno di debito) in realtà esiste una differenza pratica fra i due termini.
L'estinzione di un'ipoteca infatti prevede che, anche se priva di ogni valore di credito, nella forma questa però continuerà a figurare, anche se con una presenza puramente apparente, ovvero come se fosse un elemento cronologico.

Per tale motivo nel caso di immobili è bene curarsi di liberare l'immobile stesso di annotazioni di questo tipo, effettuandone la cancellazione una volta estinto il debito.

La cancellazione di ipoteca avviene in più modi, secondo il tipo di Ipoteca.
La cancellazione dell'ipoteca volontaria può essere ottenuta in automatico (se relativa ad un mutuo) che a mezzo di un atto notarile.

Per utilizzare il sistema automatico, Legge Bersani n° 40 del 2 aprile 2007, la banca deve comunicare l'etinzione del mutuo agli uffici di competenza.
Ciò eviterà il coinvolgimento del notaio e le relative spese.
Se invece effettuiamo la cancellazione a mezzo di notaio allora questi stilerà un "atto di assenso alla cancellazione di ipoteca".
Sottoscrivendolo il creditore dichiara di essere favorevole all'annullamento dell'ipoteca.
Le spese sono a carico del debitore.

Se si tratta di ipoteca giudiziale invece oltre alla dichiarazione del creditore occorre completare una procedura presso il Tribunale di zona che disporrà l' "ordine di cancellazione" emesso dal magistrato. Dopo qualche tempo l'ipoteca verrà cancellata.

Approfondisci con:-
Ipoteca legale o giudiziale

Il mutuo ipotecario

Importo e significato dell'iscrizione ipotecaria

Cosa sono il Saldo Liquido, Contabile e Disponibile

Spesso durante la lettura di un estratto conto o della lista movimenti di un conto corrente, di un carta di credito o ricaricabile come la postepay capita di imbatterci nei termini Saldo Liquido, Saldo Contabile e Saldo Disponibile. Queste voci indicano tre differenti stati del nostro saldo.

Il saldo LIQUIDO indica infatti la somma espressa in euro disponibile sul nostro conto o sulla nostra carta su cui verranno calcolati gli interessi.

Il saldo CONTABILE viene invece riferito alle operazioni registrate e si determina invece mettendo in ordine i vari movimenti in base alla data in cui si effettua la contabilizzazione.

Il saldo DISPONIBILE indica invece la somma realmente a disposizione del titolare dello strumento finanziario(conto o carta)e si determina mettendo in ordine i vari movimenti sulla base della data di disponibilità, data che non sempre è immediata.

Volendo porre un esempio pratico proprio ieri ho pagato con la mia postepay il rinnovo di alcuni domini internet (90 euro in tutto). La cifra di partenza sulla mia postepay era di 120 euro e alla fine dell'operazione avevo saldo Contabile 120 euro mentre saldo disponibile 30 euro. Ovviamente, concluse le transazioni il mio saldo contabile e disponibile sono ritornati a combaciare.

Vedi anche:-
Carte prepagate. Come funzionano

Carte di credito con la posta

Carte virtuali

Differenza fra tasso nominale e effettivo

Esistono due diverse tipologie di tasso ossia il tasso nominale e quello effettivo.

Il tasso nominale è un tasso che prende in considerazione solo ed escluisvamente il tasso di interesse.

Il tasso effettivo è un valore che prende in considerazione anche l'eventuale anticipo delle quote interesse annuali. Il tasso effettivo può quindi essere considerato un valore più completo rispetto a quello nominale.

Esiste quindi una differenza tra il tasso nominale e quello effettivo che sarà tanto più ampia quanto più il pagamento è frazionato. Ovviamente l'effetto non è particolarmente rilevante quando si tratta di cifre basse ma diventa sempre più rilevante invece quando si parla di cifre particolarmente elevate.

Il TAEG ossia il Tasso Annuo Effettivo Globale si basa proprio sul tasso effettivo ed è per questo motivo che risulta molto più realistico.

Tan e Taeg

Definizione di Reverse factoring o factoring indiretto

Il factoring indiretto o reverse factoring è un'operazione in cui, a differenza delle normali operazioni di factoring, è dal debitore ceduto che parte la proposta del servizio da fare ai propri fornitori. Il reverse factoring è un'operazione che viene utilizzata soprattutto nelle relazioni con gruppi industriali di grandi dimensioni in modo da creare degli accordi di convenzione con il Factor nella maggior parte dei casi di carattere esclusivo. Anche i debitori di dimensioni medie possono però farne uso.

I vantaggi dell'utilizzo del reverse factoring sono molteplici
- il pagamento ai fornitori può essere razionalizzato in modo da creare delle economie di scala amministrative
- è possibile ottenere un ristorno dei compensi economici che sono stati ottenuti attraverso i rapporti con i fornitori concordabile completamente con il Factor
- il factoring, sia nella forma pro soluto che in quella pro solvendo può essere utilizzato come strumento di negoziazione commerciale che abbia come obiettivo vantaggi economici sul prezzo di acquisto oppure termini di pagamento migliori

Definizione di cos'è il Factoring e contratto di Factoring

Il factoring è una tipologia di negoziazione tra due soggetti che avviene attraverso la stipula di un contratto che impegna un soggetto a cedere i crediti della propria attività imprenditoriale ad un altro soggetto chiamato factor. I crediti impegnati non sono solo quelli attuali ma anche quelli futuri.

Il soggetto che ha ricevuto questi crediti, il factor appunto, si impegna dall'altro lato a fornire una serie di servizi. I servizi possono essere di varia tipologia come ad esempio la contabilizzazione o la gestione, la riscossione dei crediti o la concessione di prestiti. Il contratto di factoring deve quindi essere considerato come lo strumento attraverso cui è possibile da parte del factor offrire questi servizi al suo cliente.

Esistono due diverse modalità di cessione dei crediti
la cessione pro solvendo lascia al cliente il rischio dell'insolvenza
la cessione pro soluto prevede che il rischio dell'insolvenza passi al factor

Definizione di Factoring

Carta di credito virtuale. Come funziona

La carta di credito virtuale è uno strumento che permette di effettuare in tutta sicurezza e in tutta tranquillità i propri pagamenti on line. Si tratta di una vera e propria difesa contro le truffe web perchè permette di utilizzare la propria carta di credito classica senza per questo dover comunicare i suoi dati.

Il numero della propria carta di credito può infatti essere sostituito con un numero provvisorio ad essa collegata. Questo numero provvisorio anche chiamato PAN virtuale è valido solo ed esclusivamente per quello specifico acquisto. Questo significa che se anche quel numero venisse rubato non potrebbe comunque essere più utilizzato.

Si tratta quindi di veri e propri codici usa e getta capaci di creare una barriera di difesa per le nostre carte di credito. Grazie alle carte di credito virtuali gli acquisti sul web non sono mai stati così sicuri.

Importo e durata ideale di un mutuo

Chiedere un mutuo implica considerare, specie per un contesto familiare, la scelta equa del capitale da richiedere nonché la rata periodica da pagare. Cerchiamo di comprenderne meglio le fasi da seguire per ottenere il massimo vantaggio da un mutuo.

Per quanto concerne la richiesta, il mutuo rispetto alle altre tipologie di finanziamento gode di meno interessi e di maggiori detrazioni fiscali (fino ad un sesto rispetto agli altri finanziamenti) Questa opzione risulta più conveniente pur avendo dei costi iniziali abbastanza esosi. Il mutuo consente anche l’estinzione parziale non gravata da costi derivati da penali. E’ consigliabile chiedere una somma maggiore in quanto qualora in seguito dovessimo, per esigenze, contrarre un nuovo prestito pagheremmo di meno. Ma vediamo meglio questo ultimo passaggio con un esempio:

Per pagare l’ acquisto della casa che abbiamo contratto riceviamo dal mutuo una somma di 100.000 euro, rata mensile di 765 euro consideriamo che sia un mutuo quindicennale al tasso di 4,5%. Dopo qualche anno ho necessità di contrarre un nuovo prestito per ovviare a nuove spese chiedendo un prestito quinquennale di 15000 euro al tasso del 9%, pagando 311 euro mensilmente.

Quanto segue ci farà capire che se avessimo chiesto un prestito aumentato di 115000 avrei una spesa mensile minore (879 euro al mese invece di 1.076 euro). Possiamo affermare che tale richiesta è sinonimo di una certa garanzia in quanto dopo aver contratto un mutuo molte agenzie finanziarie sono restie a concedere nuovi prestiti cagionando non pochi problemi .

Per quanto riguarda la somma da richiedere bisogna tenere presente che molti istituti finanziari attuano delle maggiorazioni non indifferenti qualora la richiesta del mutuo superi il del valore immobiliare che va dal 60% al 95% , considerando che il limite massimo resta il 100%. Per ovvie ragioni ( aumento del tasso) non è conveniente rientrare in tali parametri.

Per quanto riguarda invece il parametro minimo da richiedere, bisogna valutare in alcuni casi più un prestito non ipotecario in quanto si avvalgono di spese notarili e altri costi minori rispetto ad un mutuo.

Anche nel valutare la durata più appropriata possiamo optare per il tempo più indicato per le nostre esigenze. In linea di massima abbiamo linee di pensiero a riguardo. Una suggerisce di pagare menob interessi estinguendo tale mutuo nel tempo più corto possibile.

L’altro consiglia di espandere tale mutuo nel lungo tempo al fine di trarne maggiore flessibilità e minore uscite economiche mensilmente. Si possono trarre vantaggi sempre se si protrae la rata in un determinato tempo, in quanto dopo di esso la differenza è così sottile che dilungarlo è soltanto una incombenza in più. Vediamo meglio:

chiedendo sempre 100.000 euro al tasso del 5% per cinque anni pagheremo mensilmente una rata di 1.887 euro, come vedremo se ci fossimo prestati a richiederne una allo stesso tasso per dieci anni ne avremmo pagato 826 euro in meno riportando un notevole guadagno.

La cosa cambia invece quando si protrae di molto tipo per 30 anni e 35 anni la differenza è abbastanza esigua (48 euro) divenendo poco sensibile all’allungamento del tempo.

Il rimborso può essere mensile , trimestrale o semestrale. Ovviamente tale scelta sarà legata alle esigenze del richiedente che può avere necessità di rimborsare la somma solo in determinati periodi (esempio un commerciante) il rimborso semestrale è gravato da costi superiori rispetto a quello mensile questo succede perché gli istituti di credito possono ritirare tali somme in ritardo subendo un minor vantaggio.

APPROFONDISCI CON: Formula per il calcolo dell'interesse composto rata mutuo
Mutuo di liquidità, debiti, ristrutturazione

Formula per il calcolo della rata del leasing. Esempio auto

Nello stipulare un contratto leasing (o locazione finanziaria) si immettono una serie di varianti : tipo di acquisto, sconto avuto dal rivenditore , eventuale anticipo erogato, costi accessori ,Iva che ne determinano l’ammontare della rata leasing che periodicamente bisogna pagare.

Perciò nel calcolare tale rata procederemo tenendo in considerazione una serie di voci che ne determineranno con una certa esattezza il suo preciso valore.
Teniamo presente al fine di capire meglio cos’è un leasing che il bene comprato con tale finanziamento non è di proprietà del richiedente ma poiché la società che ha emesso il leasing paga il rivenditore del bene ne è il proprietario. Colui che ha richiesto il leasing diverrà proprietario di tale bene soltanto alla fine dell’ ultima rata.
Adesso procederemo a comprendere come si calcola la rata leasing.
Innanzi tutto terremo in considerazione alcune voci:
Se ad esempio stipuliamo un leasing per comprare un'auto che possiede un prezzo di listino di 16.000 euro (senza IVA) , ottenendo uno sconto di 1500 euro, paghiamo un anticipo di 3500 euro, con un numero delle rate di 36, e il valore residuo finale al termine dei 36 mesi che è il 40% del prezzo di listino (6400 euro). da questa prima fase allora otterremo:
(16.000-1500-3500-6400) : 36 = 115 euro
Adesso andremo a calcolare gli oneri fiscali che nel caso dell’acquisto di un auto si determinano tenendo in considerazione il capitale finanziato, che consiste nella somma iniziale aggiunto al valore residuo finale per il lease factor (che è un coefficiente ottenuto dividendolo per 2400 il tasso nominale di interesse annuo, su qualsiasi numero di rate.
Se il tasso annuo è il 9% allora per ottenere tale lease factor faremo:
9 : 2400 = 0.00375
In questo modo otterremo gli oneri fiscali da abbinare alla rata, facendo un ultimo passaggio che tiene in considerazione la somma finanziata al netto di sconti e anticipi, otterremo:
(11000+ 6400) × 0.00375 = 65.25 euro
In ultimo ci prodigheremo ad aggiungere l’IVA che è del 20% e corrisponde a 36.05 euro (dato da (115+65.25)×20%
Di seguito non ci rimane che sommare:
115+ 65.25 +36.05 = 216,3 euro

Che rappresenta la rata finale, ovviamente le varie detrazioni si calcolano in base alle variabili introdotte nel leasing (anticipi,sconti, la detrazione dell’IVA) e che di conseguenza diminuiranno tale rata.
C’è da dire che qualora si stipuli un contratto leasing per l’acquisto di immobili o macchinari non si calcola il coefficiente lease factor ma per via dell’ammortamento finanziario classico (alla francese) a rate anticipate costanti, tasso fisso, quote di interessi decrescenti o quote di capitali crescenti.

Approfondisci con la Definizione di leasing

Mutuo fino a 40 anni. Ideale per giovani coppie. Esempio rate e interessi

La recente crisi economica e l'aumento del costo della vita mettono molte persone in condizione di contrarre dei mutui con una durata sempre superiore. Sebbene solitamente un mutuo abbia solitamente una dirata massima di 30 anni non mancano le proposte di mutuo che arrivano anche a 35 e 40 anni di età. Tali proposte di mutuo sono attualemnte preferite da giovani coppie che altrimenti non potrebbero acquistare casa. Infatti è assai improbabile che una banca approvi un mutuo del genere a chi abbià superato i 35-40 anni di età. Tuttavia, sebbene un mutuo a 40 anni offra delle rate da pagare minori e quindi accessibili anche alle famiglie meno ambienti, un finanziamento di questa durata ha degli elevati costi di interesse.

Volendo fare un esempio pratico confrontiamo un mutuo di 100.000 euro a 30 anni con uno di 40 anni ipotizzando tre tassi di interesse (3%, 6% e 12%)

Durata 30 anni rata con interesse al 3% 421,60 euro, rata con interesse al 6% 599,55 euro, rata con interesse al 12% 1.028,61 euro

Durata 40 anni rata con interesse al 3% 357,98 euro, rata con interesse al 6% 550,21 euro, rata con interesse al 12% 1.008,50 euro


Immaginando quindi di ottenere un tasso del 3% appare dunque evidente da due rapidi calcoli come per un mutuo a 30 anni il totale da restituire sarà di euro 151.776,00 mentre per un mutuo a 40 anni sarà di euro 171.830,40.

Ovviamente le cose peggiorano notevolmente se calcoliamo il tutto tenendo in considerazione un tasso del 6% o del 12%.

Costo bollo e compilazione di una cambiale. Come compilare le cambiali

Esempio cambiale
Affinche una cambiale abbia valore occorre che questa sia correttamente bollata e compilata. Per prima cosa vediamo di quanto deve essere il bollo.
Il bollo di una cambiale dipende dalla cifra della cambiale stessa. Questi infatti deve essere de 12 per mille dell'importo specificato e arritondato ai 10 centesimi per difetto se la frazione finale è da 1 a 5 centesimi, per eccesso se la frazione finale è fra 6 e 9 centesimi. In ogni caso il bollo minimo è di 50 centesimi.
Vediamo con un esempio pratico cosa significa ciò. Immaginiamo di contrarre una cambiale per 10.000 euro, il bollo sarà: 10.420/1000*12, quindi di 125,04 euro che per effetto dell'arrotondamento di 10 centesimi sopra descritto diventa 125,00 euro.

I dati da inserire in una cambiale sono:
1) Data e luogo di emissione della cambiale;
2) L'importo scritto in cifre;
3) La data di scadenza;
4) Ordine di pagamento (pagherò se e un vaglia cambiario , pagherete se è una tratta);
5) Beneficiario della somma dovuta(può essere una persona o una società);
6) Importo scritto in lettere;
7) Il luogo dove il debito sarà saldato (può essere il domicilio del debitore o la banca);
8) I dati del debitore;
9) La firma;

Approfondisci con: Cosa è una cambiale

Cambiali e prestiti cambializzati

Protesto cambiale non pagata. Cambiali non pagate cosa succede. Conseguenze

Nel caso in cui non si dovesse pagare una o più cambiali ecco cosa accade:-
Per prima cosa il possessore della cambiale dovrà dimostrare il rifiuto da parte del debitore di pagare la cambiale.
Per fare ciò dovrà consegnare la cambiale ad un pubblico ufficiale che certificherà il rifiuto del debitore di pagare il dovuto. Nel caso in cui si tratti di una società il protesto riguarderà solo la società e non i singoli soci. Una società di fatto viene considerata come una persone giuridica e come tale può essere protestata.

I protesti vengono iscritti dalla Camera di Commercio nel Bollettino dei protesti cambiari.
Oltre alle spese di protesto sono a carico del debitore gli interessi legali sul debito contratto.
Per essere cancellato da tale elenco il protestato, dopo aver risolto il suo adempimento economico, dovrà presentare richiesta alla Camera di Commercio, allegando a tale richiesta la ricevuta dell'avvenuto pagamento.

Non pagare una cambiale non comporta l'iscrizione al CRIF.
Dopo le fasi del protesto il creditore potrà avviare le fasi per il recupero del credito. La natura della cambiale consente infatti al creditore di operare un recupero forzato a mezzo delle varie autorità.

Approfondisci leggendo: Come funzionano le cambiali


Per pubblicare gli annunci sul sito web utilizziamo aziende pubblicitarie indipendenti. Queste aziende possono utilizzare questi dati (che non includono il tuo nome, indirizzo, indirizzo email o numero di telefono) sulle tue visite a questo e altri siti web per creare annunci pubblicitari su prodotti e servizi che potrebbero interessarti. Se desideri ulteriori informazioni a questo proposito e per conoscere le opzioni disponibili per impedire l'utilizzo di tali dati da parte di queste aziende, fai clik qui.